Non essendoci in Sardegna alcun centro autorizzato a rilasciare la certificazione che mi interessava, mi è toccata la consueta levataccia delle 5 del mattino, il solito rituale auto-aereo-treno-metro che ogni bravo trasfertista sardo conosce bene.
Non potevo dire di non essere preparato, e devo dire che nove anni di esperienza lavorativa prima dell'esame non guastano, tuttavia non ero del tutto sicuro di poter passare questa prova, una di quelle studiate per essere subdole, ingannevoli, tricky...come dicono quelli che l'hanno creata. D'altra parte, se la certificazione Java ha ancora un valore a livello lavorativo è dovuto al fatto che prenderla è ben più che una formalità.
La sera prima di partire, stampo la cartina con il percorso da Termini al centro di certificazione e mi accorgo che si trova a due passi da S.Giovanni in Laterano.
Era il 29 Aprile, e mi sono reso conto che al momento di prenotare l'esame avevo trascurato un piccolo particolare: erano in corso le prove per il "concertone" del primo Maggio! Non c'è che dire, un vero toccasana per la concentrazione. (foto di Ucodep, usata sotto licenza CC)
Nel momento in cui sono entrato in sala esami, una bella rullata di batteria mi accoglie. Di bene in meglio!
Mi sono messa al lavoro cercando di ignorare vocette gorgheggianti, bacchette rullanti e soundcheck vari.
Dopo due ore e mezza di lavoro, arrivo alla settantunesima e penultima domanda; dopo le ultime due rimaste avrò un'ora circa per fare una revisione delle risposte che ho dato e consegnare.
Sto per chiudere la risposta alla quando il ronzio dei PC cala all'improvviso e lo schermo va al nero. E' mancata la corrente!
In tutta la mia vita, credo di non aver mai urlato in un luogo pubblico - stadi esclusi -, specie in presenza di estranei. Inutile dire che c'è sempre una prima volta per tutto. Credo di aver ruggito disperatamente un "No! Non è possibile" per due o tre volte consecutive, tanto che il titolare del centro di certificazione ha cercato subito di calmarmi dicendo che avrebbe trovato un rimedio!
L'idea di tornare a Cagliari di lì a qualche ora, riprenotare l'esame, passare giorni o settimane a ripassare qualcosa che avevo visto più volte e a fare quiz contorti, pagare un altro volo , e sopportare ancora la tensione pre-esame (dal cui esito dipendevano anche altre cose) mi pareva intollerabile. Non quando ero così vicino alla fine! Nè era pensabile che, giunto alla terza ora di esame, riniziassi daccapo per altre tre ore e mezza!
Dopo aver frugato per circa un quarto d'ora all'interno di un server e riavviato l'applicativo che gestiva gli esami, risulta che è andata persa una sola domanda. Poco male, viste le altre possibili opzioni ed i troppi "forse" presenti nelle frasi di rassicurazione del responsabile del centro.
Ancora alterato dal contrattempo, butto giù le ultime risposte, faccio una revisione piuttosto approssimativa e chiudo l'esame con circa venti minuti di anticipo: la mia concentrazione è ormai perduta.
Mando in stampa il risultato ed attendo per due dei più lunghi minuti che io abbia vissuto negli ultimi tempi: il grassetto in risalto della parola PASS mi leva finalmente la tensione dai muscoli del collo!
Esco dal centro di certificazione con il mio papiro in mano e inizio a fare il primo giro di telefonate trionfali. Ho un martello penumatico che mi vibra dentro il cranio, ma sono felice!
Non mangio dalle 6 del mattino; è naturale che appena sciolta la tensione dell'esame faccia la sua apparizione un bel buco nello stomaco. Credo di aver fatto fuori una collezione di schifezze da far invidia ad un adolescente del New Mexico, poi devo decidere cosa fare. Sulle prime vorrei dare un colpo di telefono a Kazu, che potrebbe essere a Roma, ma il tempo stringe: non ho più di un'ora prima di dovermi muovere verso l'aeroporto senza il rischio di perdere l'aereo; inutile farla muovere per un fugace incontro di pochi minuti. So che non me ne vorrà. (vero?^^)
Prendo la metro e mi fermo per un pò in via Nazionale. Da almeno dieci anni, ogni volta che passo a Roma devo dare almeno un'occhiata veloce da Mel. Sarà la fretta, ma non mi sembra più quella di una volta: i reparti informativa e storia dell'arte mi deludono un pò, ma non ho il tempo di valutare meglio, nè di fare acquisti. Devo andare verso Termini. Lì, al contrario, la trasformazione della stazione ha qualche pregio, qualche nuovo punto di ristoro, una libreria più grande e, come effetto collaterale, molti molti negozi, di quelli in franchising che si trovano ormai in ogni centro commerciale compresp tra Domodossola a Lampedusa.
Il tempo di lasciarmi tentare dal catalogo della mostra di Utagawa Hiroshige (49 € per tanta carta spessa e pochi contenuti critici, un pò troppo "furbetto" per i miei gusti) e percorro lungo corridoio sotterraneo che mi porta al binario del Leonardo Express. Per me che manco da Roma dal 2004 si tratta di una piacevole novità. Almeno, ora, Termini è vagamente più simile alle stazioni delle altre capitali europee.
Sono stato a Roma così poco, ma, questa volta non sarà una separazione lunga. Il prossimo biglietto è già acquistato, e questa volta non ci sarnno esami ad infastidirmi!
Non potevo dire di non essere preparato, e devo dire che nove anni di esperienza lavorativa prima dell'esame non guastano, tuttavia non ero del tutto sicuro di poter passare questa prova, una di quelle studiate per essere subdole, ingannevoli, tricky...come dicono quelli che l'hanno creata. D'altra parte, se la certificazione Java ha ancora un valore a livello lavorativo è dovuto al fatto che prenderla è ben più che una formalità.
La sera prima di partire, stampo la cartina con il percorso da Termini al centro di certificazione e mi accorgo che si trova a due passi da S.Giovanni in Laterano.
Era il 29 Aprile, e mi sono reso conto che al momento di prenotare l'esame avevo trascurato un piccolo particolare: erano in corso le prove per il "concertone" del primo Maggio! Non c'è che dire, un vero toccasana per la concentrazione. (foto di Ucodep, usata sotto licenza CC)
Nel momento in cui sono entrato in sala esami, una bella rullata di batteria mi accoglie. Di bene in meglio!Mi sono messa al lavoro cercando di ignorare vocette gorgheggianti, bacchette rullanti e soundcheck vari.
Dopo due ore e mezza di lavoro, arrivo alla settantunesima e penultima domanda; dopo le ultime due rimaste avrò un'ora circa per fare una revisione delle risposte che ho dato e consegnare.
Sto per chiudere la risposta alla quando il ronzio dei PC cala all'improvviso e lo schermo va al nero. E' mancata la corrente!
In tutta la mia vita, credo di non aver mai urlato in un luogo pubblico - stadi esclusi -, specie in presenza di estranei. Inutile dire che c'è sempre una prima volta per tutto. Credo di aver ruggito disperatamente un "No! Non è possibile" per due o tre volte consecutive, tanto che il titolare del centro di certificazione ha cercato subito di calmarmi dicendo che avrebbe trovato un rimedio!
L'idea di tornare a Cagliari di lì a qualche ora, riprenotare l'esame, passare giorni o settimane a ripassare qualcosa che avevo visto più volte e a fare quiz contorti, pagare un altro volo , e sopportare ancora la tensione pre-esame (dal cui esito dipendevano anche altre cose) mi pareva intollerabile. Non quando ero così vicino alla fine! Nè era pensabile che, giunto alla terza ora di esame, riniziassi daccapo per altre tre ore e mezza!
Dopo aver frugato per circa un quarto d'ora all'interno di un server e riavviato l'applicativo che gestiva gli esami, risulta che è andata persa una sola domanda. Poco male, viste le altre possibili opzioni ed i troppi "forse" presenti nelle frasi di rassicurazione del responsabile del centro.
Ancora alterato dal contrattempo, butto giù le ultime risposte, faccio una revisione piuttosto approssimativa e chiudo l'esame con circa venti minuti di anticipo: la mia concentrazione è ormai perduta.
Mando in stampa il risultato ed attendo per due dei più lunghi minuti che io abbia vissuto negli ultimi tempi: il grassetto in risalto della parola PASS mi leva finalmente la tensione dai muscoli del collo!
Esco dal centro di certificazione con il mio papiro in mano e inizio a fare il primo giro di telefonate trionfali. Ho un martello penumatico che mi vibra dentro il cranio, ma sono felice!
Non mangio dalle 6 del mattino; è naturale che appena sciolta la tensione dell'esame faccia la sua apparizione un bel buco nello stomaco. Credo di aver fatto fuori una collezione di schifezze da far invidia ad un adolescente del New Mexico, poi devo decidere cosa fare. Sulle prime vorrei dare un colpo di telefono a Kazu, che potrebbe essere a Roma, ma il tempo stringe: non ho più di un'ora prima di dovermi muovere verso l'aeroporto senza il rischio di perdere l'aereo; inutile farla muovere per un fugace incontro di pochi minuti. So che non me ne vorrà. (vero?^^)
Prendo la metro e mi fermo per un pò in via Nazionale. Da almeno dieci anni, ogni volta che passo a Roma devo dare almeno un'occhiata veloce da Mel. Sarà la fretta, ma non mi sembra più quella di una volta: i reparti informativa e storia dell'arte mi deludono un pò, ma non ho il tempo di valutare meglio, nè di fare acquisti. Devo andare verso Termini. Lì, al contrario, la trasformazione della stazione ha qualche pregio, qualche nuovo punto di ristoro, una libreria più grande e, come effetto collaterale, molti molti negozi, di quelli in franchising che si trovano ormai in ogni centro commerciale compresp tra Domodossola a Lampedusa.
Il tempo di lasciarmi tentare dal catalogo della mostra di Utagawa Hiroshige (49 € per tanta carta spessa e pochi contenuti critici, un pò troppo "furbetto" per i miei gusti) e percorro lungo corridoio sotterraneo che mi porta al binario del Leonardo Express. Per me che manco da Roma dal 2004 si tratta di una piacevole novità. Almeno, ora, Termini è vagamente più simile alle stazioni delle altre capitali europee.
Sono stato a Roma così poco, ma, questa volta non sarà una separazione lunga. Il prossimo biglietto è già acquistato, e questa volta non ci sarnno esami ad infastidirmi!

2 commenti:
Sono rientrata il giorno dopo, altrimenti ci saremmo visti di sicuro! Quando gli amici passano per Roma mi vengono i superpoteri, compreso il teletrasporto (chiedi a Nicola).
Augurissimi per l'esame!!!
e a prestissssssimo ;)
Ciao
infatti....i superpoteri...:))
Auguri per l'esame
e a prestissimo!!
Tore da Roma :)
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