Anche questo 2008 un pò disastrato è giunto al termine. Rispetto a ciò che possono dire molte altre persone, non avrei diritto di lamentarmi; la crisi mi ha toccato relativamente, ho trovato un nuovo lavoro, ho persino potuto fare qualche giorno di viaggio, per quanto brevissimo.
Tuttavia è stato anche un anno statico, dove poco è cambiato ed alcune "grandi speranze" - per dirla alla Dickens - non si sono concretizzate.
Ecco, lascio queste speranze alle cure del 2009, sperando che tocchino coloro che mi stanno intorno prima ancora di me.
Temo che non vedrò il Giappone prima del 2010, ma spero almeno che il 2009 sia un anno di "attesa e preparazione", dove io e Fede potremo pianificare tutto ciò che abbiamo dovuto forzatamente trascurare nel viaggio di nozze del 2007.
Il 2009 porterà, spero, la SJCP che, nonostante la "J" non è un attesatato di Giapponese ma una certificazione software per il linguaggio Java così, forse, potrei dedicarmi - perchè no? - a un corso base di Giapponese.
Mi piacerebbe rendere meno virtuale la conoscenza di alcuni blogger nippofili con cui ho avuto il piacere di scambiare qualche parola in questo anno e mezzo seguito al mio ritorno da Tokyo. Ho avuto il piacere di incontrare alcune volte Nicola, i cui auguri ho avuto il piacere di ricevere mentre digitavo le prima parole di questo post. Chissà che il 2009 non porti altri incontri.
Mi piacerebbe che la casa assumesse un aspetto definitivo.
Vorrei tornare a scrivere qualcosa. Anche se so che a trentacinque anni non sarò mai uno scrittore, nè un fumettista e forse neppure l'aspirante che ero dieci anni fa.
Ma proverei, almeno, il piacere un pò egoista che da il nutrirsi di un mondo creato con le nostre mani.
E poi...altro, ma per ora non lo rivelo qui. E' uno di quei desideri che se li riveli non si avverano.

Lascio questa poesia che trovai al Nanzen-ji di Kyoto il primo giorno in cui vidi il Giappone. Non ricordo cosa dicesse esattamente.
Ricordo che raccontava di un fiore. Ricordo che aveva a che fare con la vita.
Ricordo vagamente che alla fine di quelle poche righe molte cose avevano un senso.
Tutto qui. A mezzanotte, spero, festeggerò con coloro che amo. Intanto, in Giappone è mezzanotte.
Akemashite omoedetō, buon 2009, ovunque voi siate.
Tuttavia è stato anche un anno statico, dove poco è cambiato ed alcune "grandi speranze" - per dirla alla Dickens - non si sono concretizzate.
Ecco, lascio queste speranze alle cure del 2009, sperando che tocchino coloro che mi stanno intorno prima ancora di me.
Temo che non vedrò il Giappone prima del 2010, ma spero almeno che il 2009 sia un anno di "attesa e preparazione", dove io e Fede potremo pianificare tutto ciò che abbiamo dovuto forzatamente trascurare nel viaggio di nozze del 2007.
Il 2009 porterà, spero, la SJCP che, nonostante la "J" non è un attesatato di Giapponese ma una certificazione software per il linguaggio Java così, forse, potrei dedicarmi - perchè no? - a un corso base di Giapponese.
Mi piacerebbe rendere meno virtuale la conoscenza di alcuni blogger nippofili con cui ho avuto il piacere di scambiare qualche parola in questo anno e mezzo seguito al mio ritorno da Tokyo. Ho avuto il piacere di incontrare alcune volte Nicola, i cui auguri ho avuto il piacere di ricevere mentre digitavo le prima parole di questo post. Chissà che il 2009 non porti altri incontri.
Mi piacerebbe che la casa assumesse un aspetto definitivo.
Vorrei tornare a scrivere qualcosa. Anche se so che a trentacinque anni non sarò mai uno scrittore, nè un fumettista e forse neppure l'aspirante che ero dieci anni fa.
Ma proverei, almeno, il piacere un pò egoista che da il nutrirsi di un mondo creato con le nostre mani.
E poi...altro, ma per ora non lo rivelo qui. E' uno di quei desideri che se li riveli non si avverano.

Lascio questa poesia che trovai al Nanzen-ji di Kyoto il primo giorno in cui vidi il Giappone. Non ricordo cosa dicesse esattamente.
Ricordo che raccontava di un fiore. Ricordo che aveva a che fare con la vita.
Ricordo vagamente che alla fine di quelle poche righe molte cose avevano un senso.
Tutto qui. A mezzanotte, spero, festeggerò con coloro che amo. Intanto, in Giappone è mezzanotte.
Akemashite omoedetō, buon 2009, ovunque voi siate.







