sabato 18 aprile 2015

(Slowly) Moving slowly

Hi everybody, this blog is (slowly) moving to my new personal website at www.andreacastello.com
Thanks for your support!
Old post will disappear little by little from this blog and moved to the new site. I'll wait for you there.

Ciao a tutti, questo blog si sta (lentamente) trasferendo su www.andreacastello.com, il mio sito personale. Grazie mille per aver seguito questo blog, vi aspetto nella nuova destinazione. I vecchi post verranno spostati sul nuovo sito poco alla volta (oltre ai nuovi articoli che scriverò.

Andrea

lunedì 11 marzo 2013

Colorista for Android

Today I published my first Android application, called Colorista.
It is a very simple utility that allow people to extract a synthetic color palette from a photo taken with their smartphone or tablet (tough it has been designed to be used mostly with phones and will not render perfectly on huge screen devices such as those of 10" tablets.
What I want to do with Colorista is providing a basic and straightforward tool to people who work with colours and, at the same time,  practice a little with the Android developer tools. 
Here's what you see when you start Colorista: a minimalistic screen with just a "camera" button, which - surprise! - activates the camera app of your phone.  
When you take a photo, the image is compressed and analyzed by Colorista.
The final result of this analysis, a palette of the dominant colors in you photos is shown. Beneath each color thumbnail of the palette you can read its HTML-friendly, hexadecimal representation and the percentage of it weight in the photo. (0% values are approximations for percentages between 0 and 1%). 
Then, by clicking on a color thumbnail, you get a screen that contains detailed informations about the color you choose. As of version 1.0, Colorista shows info about:

  • HTML friendly representation
  • RGB components
  • CYMK (though approximated, due to loss of data that occurs when converting from RGB to CYMK representations).
  • HSV representation.

In future versions I'd like to add features like palette sharing, save palette and/or single colors, palette sorting by color component and not by percentage of weight.
Any suggestion about new features, bugs and improvements will be much appreciated!
You can download Colorista for free on Google Play.

A big thank you to my old friend Claudio Serra, who created the icon graphic for Colorista!






Android app on Google Play

sabato 20 agosto 2011

A day in Sardinia 1 - Alghero

Starting from this post, I'll try to show a mix of everyday life and tourism in Sardinia. Posts will be written in English because my purpose is communicate with people outside Italy the beauty and some bites of the culture of my motherland. You can look at these posts as a sort of invitation to discover the joy of living here.
 My English is not so good, so please forgive the inevitable grammar mistakes that will appear here and there.
Anyway, welcome to Sardinia. Please be me guests!

Some weeks ago, I spent a couple of days in Alghero, a small, fortified city in the north-western coast of Sardinia.

Most of Sardinian towns have usually two names: the Italian (official) one and the original Sardinian one. In these case, due to its mixed Catalan-Sardinian origins, it has three names: Alghero (Italian), S'Alighera (Sardinian) and L'Alguer (Catalan).

This is one of the old portal to Alghero, in a bastion facing the port.



Alghero's old town is a medieval city, mainly built in the 14th century and the 16th century by the Catalans, so it's all bastions, towers and little squares where you can wander through a lot of  small, crowded shops that sell local products like wines and jewels made with precious red coral, 



 enjoy the sea sight or just pretend you're fighting the pirates coming from the far lands on the other side of the sea...


...using one of the few remaining cannons you can find on the bastions.


When you walk, see and shop for half a day, the best idea you can have is spending your lunch time in one of the many restaurants of the city. The experience of tasting the Sardinian sea food in a wonderful terrace near the bastion is something you can't miss; anyway, the important thing now is the food, so make sure to try at least the local variant of the Catalan paella, the linguine all'astice (linguine with Homarus) or linguine all'aragosta (linguine with spiny lobster). Both dishes are delicious, but the second one can be dramatically expensive.  


There are a lot of nice restaurants: Il Macchiavello, AngedrasCasablanca, Al Tuguri and, Al Vecchio Mulino, just to name a few of them. Prices are medium, not exactly cheap but not too much expensive: more or less from 30 to 50 euros per person. 

One of the places you can go when in Alghero is, of course, the sea.
In a 20 miles distance from Alghero you can find a lot of wonderful places, but if you don't want to move too much from the city you can go here:


The name is Maria Pia a small pinewood with a beautiful beach and big sand dune, as many Sardinian beaches were 40 years ago.  It's just two miles from the city but you can have white sand, clean blue water and a lot of services.

Enough for a single day :)
Next time in Alghero, I hope I can show you my favorite place to have a coffee and some nice local products such as corals and wines.

In the meantime, if you come to Alghero, drop a comment and let me know if you liked it!

If y  

domenica 31 luglio 2011

Day 11 - Asakusa!

Dopo le piccole, meravigliose sorprese dalla passeggiata nella zona di Yanaka, ci siamo diretti verso una dei maggiori monumenti di Tokyo, nella zona di Asakusa, lo spettacolare complesso di templi Sensoji.


E' difficile, dopo quasi quattro anni dal giorni in cui lo visitammo, richiamare le emozioni di quell'evento, però posso ricordare una curiosa commistione tra la bellezza e la solennità del luogo e la sua allegra e rumorosa natura turistica, il chiasso proveniente dalle bancarelle di Yakisoba poste lungo la via al tempio - la Nakamise Dori - ricorda un po' la vitalità delle bancarelle alla fine di via della Conciliazione in San Pietro, dove sembra impossibile passare dal brusio della piazza al silenzio delle volte della chiesa. La stessa sensazione, se non maggiore - ti accompagna fino alla soglia del Sensoji.


L'incrocio antistante la Kaminarimon "porta del tuono"




Di fronte alla grande porta Kaminarimon, stazionano sempre dei baldi giovanotti dotati di calzari tradizionali e di quadricipiti ipertrofici, che, per un modico compenso, ti portano a fare un giro in risciò e sono ben disponibili a posare con i turisti per una foto ricordo.


La porta Kaminari è veramente imponente! La foto qui sotto può rendere l'idea delle dimensioni della grande lanterna appesa alla porta, uno dei simboli più noti del quartiere.


  
Una volta nella Nakamise Dori, non si può fare a meno di perdersi tra le bancarelle che vendono souvenir per turisti. Non importa che si tratti di oggetti di poco valore, persino kitsch: quando sei agli sgoccioli di un viaggio che non sai se tornerai a fare, quando visiti un luogo per la prima ed ultima volta in vita, la voglia di portarti a casa un pezzo di quella esperienza è invincibile e tu non puoi fare altro che altro che arrenderti ad essa.


Tra i mille ventagli, le washi, gli omamaori, i daruma affiancati da Hello Kitty in kimono e modellini di Gundam (!), noi abbiamo finito con il portarci a casa due yukata, che, con ostinazione più unica che rara, una simpatica vecchietta è riuscita a venderci, sostenendo che sarebbero stati perfetti.


D'altra parte sono arrivato alla conclusione che, purché si continui a porsi dinanzi alla cultura ed agli usi di un altro paese con il dovuto rispetto, tutto sia lecito: noi in yukata come gli inglesi in costume sardo alla sagra di Sant'Efisio a Cagliari o un giapponese vestito da gondoliere a Venezia. 


La folla accalcata tra le bancarelle della stretta Nakamise Dori: tale e quale alla Fiera di Cagliari nel giorno di Sant'Efisio!




Il richiamo della yakisoba saltata sulla piastra era fortissimo, se abbiamo resistito è stato solo perchè ci eravamo rimpinzati da pochissimo!


Una delle tante bancarelle di prelibatezze locali, tra cui la mia amata Yakisoba


Una volta entrati nel tempio Sensoji vero e proprio, si è avvolti dal profumo degli incensi bruciati dai visitatori. Avvicinarsi al braciere indirizzarne sul proprio capo i fumi è una sorta  di richiesta di benedizione verso Kannon, l'incarnazione della Misericordia buddista.


Qui mi verrebbe da fare una considerazione che potrebbe essere pericolosa: molti, specie in occidente, pensano ai giapponesi come un popolo molto neutro nei confronti della religione, ed il modo in cui il sincretismo religioso è diffuso nel paese è visto dagli occidentali come un aspetto negativo della loro cultura. Non sta a me dare giudizi in questo senso, ma mi piace pensare al fatto che uno straniero come me possa entrare i un tempio, compiere un gesto di una religione non sua e anche indugiare in una preghiera come un segno di tolleranza e di una percezione più ampia, ancorché più impalpabile del sacro.


Così abbiamo fatto, con emozione, curiosità e il rispetto dovuto al luogo.




Il complesso del tempio, un insieme di edifici sviluppatosi intorno al corpo centrale a partire dal settimo secolo, ampliato, distrutto da guerre e calamità e ricostruito più volte, come spesso accade in Giappone, è raffinato ed imponente al tempo stesso. 
Abituati alla grandezza della pietra delle nostre cattedrali, è difficile concepire una pagoda di cinque piani e tanti templi costruiti con il legno come materiale principale.


L'ingresso del tempio ed il braciere dell'incenso visti dalla soglia dell'edificio principale.




La loggia interna del tempio è ricca di oggetti votivi e nicchie rivestiti d'oro e di grande fascino, come questo dipinto posto su un pannello del soffitto. Una volta entrati è proibito fotografare, per cui non ho foto più chiare di questa, presa con uno zoom da oltre l'ingresso.


Se qualcuno conoscesse un buon libro di storia dell'arte Giapponese in Italiano, me lo segnali!
Asakusa offre molto altro al visitatore oltre al Sensoji ed è uno dei luoghi in cui vorremmo tornare nel caso di un secondo viaggio in Giappone, magari in occasione del Sanja Matsuri, la grande festa  dei tre templi che si tiene ogni anno nella terza settimana di Maggio. Se qualcuno di voi si trovasse a Tokyo in quel periodo, non può perdersi il rombo dei grandi tamburi tradizionali che rendono carica di forza ed emozione la festa ed il posto!

domenica 29 agosto 2010

Day 11 - A walk in Yanaka

L'ultimo giorno completo della nostra permanenza in Giappone lo dedicammo ad una zona di Tokyo relativamente poco battuta dai turisti, Yanaka. Yanaka è ufficialmente parte del più ampio distretto di Taito, vicino alla stazzione di Nippori della Yamanote line, ma molti chiamano semplicemente così la zona intorno all'omonimo grande cimitero, lo Yanaka  Bochi (谷中墓地).

Il cimitero rappresenta un grande polo di attrazione durante il periodo dello Hanami, quando le persone si radunano per ammirare i ciliegi in fiore e trascorrere del tempo in compagnia e serenità, ma in tutti gli altri periodi dell'anno la zona perde ogni attrattiva di tipo turistico per tornare ad una placida normalità. Ed è proprio questo che ai nostri occhi ha reso il posto meraviglioso!
La zona si sviluppa in orizzontale, e i grattacieli sono solo una minaccia che si staglia all'orizzonte, a distanza di sicurezza da quell'oasi di tranquillità, molte case di tipo tradizionale si possono intravedere attraverso i cancelli di qualche giardino.


Il cimitero di Yanaka contiene più di 7.000 tombe, tra cui quelle di alcuni famosi scrittori giapponesi.


Qui, il confine tra le abitazioni private ed i templi non è sempre facile da identificare,  e questo accresce fascino e atmosfera del luogo.
Queste piccole nicchie con statue del Buddha o un Jizo offrono un momento di raccoglimento e distacco dalla frenesia della giornata, nonostante tutto il caos del mondo circostante sia lì, a pochi passi da te...


...poi all'improvviso puoi ritrovarti in un vicolo strettissimo su cui si affacciano ristorantini a gestione familiare o altri piccoli negozi


Il cimitero sorge vicino al tempio Tenno-ji, in cui si trova una grande statua del Buddha seduto, alta circa 5 metri, immersa tra il verde degli alberi ed il legno scuro degli edifici del tempio.
Originariamente il Tenno-ji aveva dimensioni assai più ragguardevoli, ma fu gravemente danneggiato  nel 1868, alla fine del periodo Edo, durante le battaglie tra i fedelissimi dello shogun e le truppe imperiali, e col tempo finì per rimpicciolirsi fino alle dimensioni attuali.

La statua del Daibutsu di Yanaka, creata intorno al 1690
 Yanaka ha la sua brava zona commerciale, la Yanaka Ginza, in realtà poco più di una via di medie dimensioni che taglia in due parte del quartiere. A differenza delle grandi vie dello shopping di Tokyo, non ospita lussuosi negozi monomarca o megastore, ma solo negozi di generi di prima necessità e servizi di base, ristorantini, negozi di piccolo artigianato, tanto da apparire minimale e un po' spartana anche al confronto di analoghe vie presenti in città molto più piccole di Tokyo (come Kamakura). E forse è meglio così: almeno abbiamo potuto vedere un tratto della personalità di Tokyo che va sparendo giorno dopo giorno, qualcosa di diverso dai soliti prodotti che posso trovare in ogni angolo infiocchettato di una grande città in uno qualsiasi dei cinque continenti.

Yanaka Ginza
Qui, come in precedenza a Kamakura, ci si può facilmente imbattere nei piccoli avventori dei negozi, che vivacizzano l'ambiente e la giornata di chi li incontra.


E proprio indugiare in questi luoghi, tenere tra le mani le cartoline fatte con la carta tradizionale e le ocarine di legno, mangiare cibo comprato in un luogo a metà tra la bancarella di un ambulante ed un ristorante è l'esperienza irripetibile che si può fare da queste parti, senza pianificazione o senza guida...come forse ho ripetuto più volte: perdendosi.

In uno spiazzo tra due villette, ogni tanto osservati da passanti curiosi come noi, questi ragazzi fabbricavano flauti fatti con le canne ed altri piccoli oggetti di artigianato.


Infine, il vicinato è decisamente cordiale!

domenica 3 gennaio 2010

One week in Washington

I wanted to write an online journal of my brief stay in Washington, but (as usual?) I could just write about it on my very first day in the USA.
So, here it is a very quick photoblog about that week at the end of November.


My second day in the US was Sunday, so I took some time to have a walk in the monumental center of the Capital. This is one of the first things I saw: the statue of a French commander who helped Washington during the American Revolution. His name was Jean-Baptiste Donatien de Vimeur de Rochambeau and if take a look at his Wikipedia link you'll discover the guy had a pretty adventurous life.


You can find his statue near the White House, in the Lafayette Garden.





















Here it is: the White House. 


While I was there, a anti-AIDS campaign was going on, so the rear side of the house was decorated with a gigantic red ribbon.


Walking on a early sunday morning in the clean air of the President's park, when no car crosses the Constitution Avenue, is pure bliss.  And after a ten minutes walk the impressive Washington memorial obelisk catches your eye. It is the world's tallest obelisk,  with its 555 feet 5⅛ inches (169.294 m).

Behind it, you can see the Capitol building. The photo is taken from the steps of the Lincoln Memorial, which is visually connected to the Capitol and the Washington monumnt by a straight line. You can also see the Reflecting Pool where Forrest Gump made his "speech" when he comes back from the Vietnam. Unfortunately the pool was almost empty, perhaps because of manteinance works.
In the Lincol Memorial, I could see the famous statue of Lincoln, which is basically impressive for its dimension more than its artistic value.


I got a strange sensation looking at it, for it seemed to me that its iconography was more the one of a king than the one I would use for a president.
I also visited the WWII memorial and the Vietnam Veterans memorial monument. Well, between all those so solemn and maybe-too-neoclassic buildings and monuments, I found that this modern one was the most touching. The monument is essentialy a black marble wall where all the names of the dead or "missing" soldiers are carved; a very small bronze statue, the "Three soldiers" is placed near one of the wall ends.
I was happy to know that in the jury that decided to choose this art work by young Chinese-American artist Maya Ying Lin, there was a Sardinian artist, the great Costantino Nivola.



A little controversy started after this monument design was revealed. Some wanted a more solemn and figurative style. In my opinion this wall stand on its own in the load of classicistic monuments in the surrounding. The power of the names carved in the black marble is overwhelming, the line of the wall is simple yet evocative. It is the only "living" monument in the park: veterans and volunteers polish the marble every day, they update the data and talk to the visitors in order to help them finding their relatives names or tell the stories about the war.

The Jefferson memorial is another sample of classicistic memorial: though it is quite impressive, it also seems to me a sort of poor copy of the Roman Pantheon. That's what I mean when I say that classicist architecture may be pretty but can also be annoying. 


 
In the following days I couldn't visit too much of the city, but I mainly visited some restuarants of the small cities near DC.
Below is an old cinema in Silver Springs.


And, in this last one, you can see the Christmas decoration of Barnes and Noble bookstore in Bethesda, near the hotel where I stayed (sorry, the photo is so bad!).  B&N is a wonderful bookstore, where people can sit and read a part of the book they are inbterested in; where you can seat on the floor without being told anything. I spent there a couple of hours and it was love at first sight!!

Last but not least, here's the evidence that many Americans have the sense of self-irony!




martedì 29 dicembre 2009

Christmas in Barcelona (8 photos)

The Christmas lights of the wonderful Passeig de Gratia walk in Barcelona opens a new series of photopost with hi-def photos.
Hope you like them!

Let's start with the rain of light of the Majestic Hotel.



The charming Cartier store.



Not as shining as the Majestic, but perhaps more fashinating, the bluish shades of the modernist building of the Guess store.



Elegant as ususal, but with a light surrealist touch, the facade of the Chanel store is one of the most beautiful in all the Passeig de Gratia.
 

The Christams lights of the worldwide famous Casa Battlò, by Gaudì, were minimal. But if you look at the photo, you can easily understand why nothing has to be added to this impressive mansion to catch the eye.
I called it, the "Tourist Eater", for it makes me think to a huge monster ready to eat us, the balconies as half closed eyes and the huge glass windows a mouth wide open, with razor-sharp teeth!



You can see it on black here.
The spectacular fountain at the crossing between the Passeig the Gratia and the Gran Via de les Corts Catalanes.


 

The snowflake decorated facade of El Corte Ingles, the biggest shopping center in Barcelona. 









The last photo has not been taken in the Passeig, but near Barcelona's gothic Cathedral, where every year the Fair of St.Lucy (Fira de Santa Llùcia) takes place in the Avinguda de la Catedral. Here, after the 8th of December, you can find a lot of Christmas related items, especially for creating Nativity Scenes included the traditional and "famous" Caganèr!



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